Così come ha colpito la presenza di tanti che conoscono forse per sentito dire don Giussani, ma che hanno liberamente scelto, in una soleggiata domenica pomeriggio, di aderire alla proposta. Sono state invitate le persone più prossime: amici, vicini di casa, colleghi di lavoro, responsabili delle scuole, amministratori locali. È risultato chiaro come, attraverso una leale proposta, si possa rafforzare un legame umano, riscoprire e conoscere se stessi con più verità. Lo hanno testimoniato gli sguardi, pieni di gratitudine e stupore di alcuni, commossi e silenziosi di altri, non per aver ascoltato una disquisizione su Giussani, ma per aver intercettato l’espressione di una vita che colpisce al cuore e scava dentro la questione umana. Tutto ciò è risultato evidente dalle parole di una persona che, al termine dell’incontro, ha detto semplicemente: «Grazie, era quello di cui avevo bisogno».

CARA BELTA'

«Don Giussani era cresciuto in una casa povera di pane, ma ricca di musica, e così dall’inizio era toccato, anzi ferito, dal desiderio della bellezza e non si accontentava di una bellezza qualunque, di una bellezza banale: cercava la Bellezza stessa, la Bellezza infinita, e così ha trovato Cristo, in Cristo la vera bellezza, la strada della vita, la vera gioia».

 

(Omelia pronunciata dal Cardinale Joseph Ratzinger in occasione

dei funerali di don Luigi Giussani - Duomo di Milano, 24 febbraio 2005).

«Come è possibile che accada e riaccada oggi un incontro? Perché la vita di don Giussani è motivo di paragone per me e un'ipotesi di lavoro per tanti? Perché, attraverso la testimonianza di altri, si può ancora scoprire qualcosa del fascino che la sua vita ha oggi?».

Non è facile definire quale sia stato l’esito del semplice invito che è stato rivolto, con un cordiale sostegno dei media, a tutta la cittadinanza. Una proposta caratterizzata da brani di letteratura di Dante, Péguy, Leopardi, Montale e Rebora, commentati con le parole di don Giussani, tratte dai testi Il senso religioso, Perché la Chiesa, Si può vivere così, L’io, il potere e le opere, e accompagnati da brani di musica per organo di Bach e Mozart. Lo scopo? Immedesimarsi con un’umanità trasformata dalla passione per Cristo, che diviene passione per l’uomo e ne intercetta il cuore. Quello che fin dall’inizio ha colpito è stata l’adesione di un’attrice di fama nazionale come Sarah Maestri e di uno sceneggiatore come Franco di Leo, artisti residenti a Luino, cui è stato chiesto di dare voce a quelle pagine. 

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Centro Culturale San Carlo Borromeo

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